CasaCorriere, la trasparenza è un velo che esalta la bellezza

  Raffaele Cantone, magistrato e Presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione:
«Merito di CasaCorriere è aver aperto alla città le porte di luoghi colmi di bellezza.
Ma senza una seria politica di recupero dei minori a rischio, non c’è futuro»

di Natascia Festa

Sullo schermo I cento passi di Marco Tullio Giordana, a destra e sinistra del palco un Luca Giordano e un Ribera: è lo scrigno del Museo Filangieri che si è aperto per l’ultimo appuntamento del primo ciclo di CasaCorriere, l’iniziativa del Corriere del Mezzogiorno per i 140 anni del Corriere della Sera. Il direttore Enzo d’Errico, sul tema “Legalità e giustizia – Trasparenza, bellezza, futuro” intervista il direttore del Filangieri Gian Paolo Leonetti che così racconta il luogo: «Questo è un contenitore di bellezza che non è solo nelle cose, ma soprattutto nell’eredità di Gaetano Filangieri che dedicò questi spazi ai ragazzi perché attraverso la formazione si potesse raggiungere anche la felicità di cui parlava il nonno Gaetano con Benjamin Franklin. E questi inserì il diritto alla felicità nella Costituzione americana». Un museo civico privato il Filangieri che presto «avrà anche nuovi servizi dal bookshop ai servizi per disabili».

Bellezza

Il concetto di bellezza a Napoli, passa anche per le note polemiche del critico d’arte Nicola Spinosa che va ad escludendum: «Non è certo un insieme di tubolari su un panorama mozzafiato, né altri manufatti». E per quelle dello storico Paolo Macry che racconta la sua esperienza di occasionale guida cittadina per amici non napoletani durante la quale si è trovato di fronte a strade stracolme e sale di musei — Pio Monte di Pietà, e il Madre. E Spinosa rincalza: «A Capodimonte, poi, la memoria, il metodo di Raffaello Causa è stato completamente dimenticato con mostre che nulla hanno a che fare con la storia della città. Città che ormai equipara la fontana del Carciofo con l’arco di Castel Nuovo».

Trasparenza

CasaCorriere puntella le conversazioni con filmati di grande cinema. Per dare la parola al presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, sullo schermo c’è il Paul Newman del Verdetto. Bellezza e trasparenza: «La parola vera che funziona nella democrazia è fiducia — afferma Cantone —. Non c’è fiducia senza trasparenza e questa è lo strumento per costruire fiducia nei cittadini. Oggi il web è un grande strumento per aumentare il tasso di trasparenza delle istituzioni, basta approfittarne. Il contrario di questa parola è oscurità, è lì che alligna poi la corruzione».

Altro ospite sul palco, Francesco Tuccillo, presidente Acen: «Noi lavoriamo in un campo minato, quello dell’edilizia. Abbiamo bisogno di credere nella trasparenza e farne una filosofia di vita che abbia la base della buona fede». Macry introduce il tema del giustizialismo sul quale Cantone ricorda che «l’indignazione momentanea non risolve nulla». Al centro del discorso anche la grande furia iconoclasta che investe il web di fronte a casi, ad esempio, di impresentabilità. «Di fronte al linguaggio alla “frittura di pesce”, ovvero dei populisti, non si può scendere al loro livello perché vincono e sono troppo esperti di scaltrezza. Io preferisco il linguaggio istituzionale».

Futuro

A chiudere la conversazione — il tema del futuro — l’ultima parola del titolo. Cantone pone l’accento sul gravissimo problema della criminalità minorile che alligna nei quartieri dove non c’è nulla oltre a qualche tonaca di prete. «I ragazzini abbandonati a loro stessi non hanno nessuna scelta: da quanti anni non mettiamo in campo una seria politica di recupero dei minori a rischio, da quanto tempo non diamo rilievo al fatto che la pena non è solo punitiva ma rieducativa, concetto che ora, in questo clima di giustizialismo suona come una bestemmia. Napoli non è solo cartolina e turismo, se non risolviamo questo problema non c’è futuro».

«Riscoperto il piacere di un po’ di antico che diventa nuovo»

Le parole di Cristina Donadio e le note di Marco Zurzolo, voce e sax per una storia di disamore, causa di perdita di ogni bellezza possibile e il racconto finale del narratore di CasaCorriere, Maurizio de Giovanni, hanno puntellato la chiusura di questo primo ciclo: «La trasparenza è un velo necessario che esalta la bellezza. Il Corriere del Mezzogiorno ci ha accompagnato in un percorso non caduco di bello, facendo riscoprire il piacere di un po’ di antico che diventa nuovo».

I numeri, i luoghi, gli amici di CasaCorriere

Palazzo Donn’Anna visto dalla home gallery di Lia Rumma; la Biblioteca dei Girolamini con la sua Sala Vico; la Metropolitana d’arte di Toledo con lo storico Teatro Nuovo; Villa Pignatelli e la sua splendida veranda neoclassica; il restaurato Chiostro di Sant’Andrea delle Dame, ed oggi, il Museo Filangieri. Questi i luoghi simbolo della città che per un giorno sono diventati la casa del giornale e dei suoi lettori. Con l’appuntamento di venerdì 16 dicembre si chiude l’edizione 2016 di CasaCorriere, che ha registrato oltre 300 presenze in media, 650 persone iscritte alla community, video e dirette con una portata di più di 300.000 utenti, mentre gli articoli hanno raggiunto oltre 600.000 visualizzazioni. Sono più di 150 i personaggi pubblici (imprenditori, manager, artisti, politici) che hanno aderito alla nostra community, diventando amici di CasaCorriere: da Kerry Kennedy a Marco Bellocchio.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/casa-corriere/notizie/casacorriere-svela-museo-filangieri-607c08ea-c3b6-11e6-8a50-100286f96e27.shtml?refresh_ce-cp