Come si eseguono i veri restauri con gli sponsor

Perché i nostri beni culturali, i simboli della nostra città nel mondo, non devono essere sviliti, vilipesi e venduti come se fossero semplici superfici pubblicitarie.

Chiariamo subito, che se sto fortemente combattendo contro la cosiddetta operazione “monumentando” del comune di Napoli, non è perché voglio attaccare qualcuno o qualcosa, o perché mi sta antipatico questo o quell’imprenditore che, anzi, fa il suo mestiere.

I restauri a costo zero per i cittadini, che con la mia Associazione Culturale Mario Brancaccio ho portato avanti in questi anni, come il restauro del monumento ai Martiri a Piazza dei Martiri, il restauro della Fontana e giardino di Piazza Sannazaro, la ricostruzione di Partenope sulla sommità del Teatro di San Carlo, eccetera, non posso elencarli tutti in un post, ma dimostrano quale sia il mio attaccamento per la nostra città e quale sia la vera ed unica strada per contribuire senza danni alla valorizzazione vera dei nostri monumenti.

L’operazione monumentando è profondamente sbagliata, perché si trasformano i monumenti in semplici superfici pubblicitarie offendendoli e occultandoli ai cittadini e ai turisti, creando un meccanismo perverso di contrasto di interessi tra l’imprenditore pubblicitario, che ha interesse a tenere la invadente ed opprimente pubblicità il più tempo possibile, e quello dei cittadini che hanno interesse che i propri simboli cittadini siano visibili e non siano sequestrati per fini pubblicitari per tempi arbitrari ed indefiniti.

Quale è allora il vero valore, la forza aggiunta dei nostri monumenti, la vera possibilità di restaurarli bene e a costo zero per i nostri cittadini? Anche a volerli inquadrare sbagliando certo, solo con una visione meramente economica, il valore aggiunto dei beni culturali, non è la superficie in metri quadri.

Il valore aggiunto è la bellezza, è l’ingegno, l’artista che l’ha creato, l’emozione artistica che ci regala la vista, i colori, la proporzione, la visione dell’opera. L’Italia nel mondo non è famosa per i metri quadri complessivi, per lo spazio occupato dai nostri monumenti, è famosa nel mondo per la loro bellezza. E’ giusta allora l’operazione becera del comune di Napoli monumentando, che trasforma i nostri monumenti in mega ed orribili manifesti pubblicitari, o è possibile pensare a cose diverse?

La soluzione è quella delle sponsorizzazioni evolute che non occultano i monumenti, ma anzi utilizzano la loro bellezza per creare un valore aggiunto sul mecenate e sull’eventuale prodotto da promuovere.

La soluzione non è quindi occultare i nostri monumenti per tempi indefiniti ed arbitrari, consegnandoli acriticamente e con pieni e totali poteri ad un pubblicitario cartellonista. La soluzione è quella di costruire operazioni culturali complesse, che generino valore aggiunto sul mecenate e sullo sponsor. Esempio quello che abbiamo realizzato con l’Associazione Culturale Mario Brancaccio, per la ricostruzione di Partenope sulla sommità del Teatro di San Carlo, facemmo realizzare una suoneria dall’orchestra del San Carlo, suoneria che poteva essere scaricata dai clienti del nostro sponsor per il restauro, cioè la Vodafone; il cliente Vodafone scaricava la suoneria regalava due euro per il restauro, divenendo “azionista” dello stesso restauro ed acquisendo un segno distintivo del suo impegno civile per la restituzione alla comunità della statua di Partenope.

Ricaduta positiva sullo sponsor Vodafone nei confronti della comunità cittadina, valore aggiunto sul prodotto Vodafone.

Il monumento non è stato mai occultato ai napoletani, anzi mostrammo in piazza il restauro, e facemmo visionare a terra per una settimana Partenope, per poi issarla sul tetto del San Carlo.

Non abbiamo mai messo un cartello o un cappello pubblicitario sul San Carlo rispettandone profondamente la sua dignità ed il suo valore artistico e storico. Così si fanno i restauri.