Cui prodest? (“a chi giova?”), cui bono? (“chi ne beneficia?”)

 Questa è la domanda che dobbiamo farci se vogliamo comprendere l’operazione Monumentando.
Ne beneficiano i cittadini, i proprietari dei monumenti, che vengono sequestrati per anni, e restituiti dopo brevi restauri disastrosi e dal costo di poche centinaia di euro?
Ne beneficia l’immagine turistica della città, i turisti come i cittadini non possono vedere nè accedere ai monumenti per anni, hanno effettuato il viaggio per ammirare i cartelloni dei confetti o delle mutande?
Ne beneficiano forse le casse del Comune, visto che il comune ha perso oltre venti milioni di euro che avrebbe potuto incassare gestendo in proprio la pubblicità sui mega cartelloni?
Invece di regalare l’incasso ad un privato?
Ne beneficia la legalità e trasparenza del Comune, visto che Monumentando è contro quanto stabilito dal Codice degli Appalti, dal Codice dei Beni Culturali, dal Codice della Strada, contro il Regolamento comunale della pubblicità e affissione, contro quanto stabilito dalle raccomandazioni della Corte dei Conti, e da quanto stabilito dalla ragionevolezza, dalla prudenza e dalla buona gestione dell’interesse pubblico?
No, Monumentando è utile a Giuliano Annigliato, che grazie a questa operazione scellerata, in un sol colpo supera tutti i limiti stabiliti per i centri storici per la pubblicità e affissione, tutti i limiti stabiliti per la tutela dei Beni Culturali.
Inoltre Annigliato non paga occupazione di suolo pubblico e paga la metà della imposta base della pubblicità e affissione, supera e distrugge la concorrenza dei pubblicitari, monopolizzando il mercato napoletano per dodici anni, incassa oltre venti milioni di euro.
Verrebbe da chiedersi, e perchè????