Divieto di intestazioni fiduciarie e obblighi comunicativi

 L’art. 38, comma 1 lett.d), del Codice Appalti prevede, tra i requisiti generali che i concorrenti devono possedere a pena di esclusione per partecipare alle gare d’appalto, il divieto di intestazioni fiduciarie.

Per prevenire il rischio di infiltrazioni mafiose e occulte nell’esecuzione degli appalti pubblici, sussiste a carico delle imprese partecipanti alle gare un divieto di intestazioni fiduciarie, affinchè la stazione appaltante conosca sempre la vera identità di ciascun concorrente.

L’intestazione fiduciaria si configura nel caso in cui il soggetto fiduciario viene legittimato, mediante appositi strumenti negoziali, ad esercitare i poteri di gestione ed amministrazione dei beni rimasti solo formalmente in capo al soggetto fiduciante.

Il divieto di intestazioni fiduciarie è stato previsto, per il settore dei lavori pubblici, dall’art. 17, comma 3, della Legge n. 55 del 1990

In sintesi:

  • tra i requisiti generali che i concorrenti devono possedere per partecipare alle gare d’appalto, l’art. 38 comma 1 lett.d) del Codice Appalti prevede il divieto di intestazioni fiduciarie;
  • qualora l’impresa aggiudicataria sia una società fiduciaria espressamente autorizzata ai sensi della Legge n. 1966/1939, essa ha l’obbligo, nei confronti della stazione appaltante, di comunicare l’identità dei fiducianti prima di stipulare il contratto d’appalto;
  • sia il divieto di intestazioni fiduciarie a carico delle società non autorizzate che l’obbligo comunicativo a carico delle società espressamente autorizzate valgono per tutte le gare d’appalto di lavori, forniture e servizi.