Il caso Monumentando, l’amministratore della società che ha vinto la gara: “La città non è pronta”

 La Uno Outdoor respinge le critiche di Gaetano Brancaccio, candidato con la Valente. Una restauratrice: “Io mai pagata”

di CRISTINA ZAGARIA

I monumenti in città impacchettati e fasciati da vistose pubblicità sono sotto gli occhi di tutti. E il “business” dei restauri fa gola a molti. Così in campagna elettorale anche i monumenti cittadini, malmessi e vilipesi, diventano un’arma da giocare: esplode il caso “Monumentando”.

Ieri l’attacco dell’avvocato Gaetano Brancaccio dell’associazione “Mario Brancaccio”: “Più i monumenti restano impacchettati, più la società che ha vinto l’appalto ci guadagna”.

Oggi la replica di Giuliano Annigliato, l’amministratore di Uno Outdoor, la società che nel 2013 ha vinto la gara per il restauro di 27 monumenti: “Non ci sto a finire nel tritacarne della campagna elettorale. Perché prima di scagliare il suo attacco Brancaccio non ha detto di essere un candidato nella lista Valente?“. E quelle di Annigliato non sembrano essere solo parole: “Ho appena firmato l’accesso agli atti, chi crede che qualcosa non funzioni da oggi può rivolgersi alle autorità competenti. Io non ho niente da nascondere“.

Credo che Napoli non sia pronta – è la reazione di Annigliato – in questa città fare l’imprenditore è dura, appena qualcuno fa qualcosa si alzano i censori, si mettono barriere. Certo in questa operazione la società che gestisce la pubblicità ci guadagna, ma ci guadagnano anche i restauratori (ricordo che abbiamo anche assunto tre architetti), ci guadagna chi fa pubblicità perché ha visibilità e ci guadagna la città a cui vengono restituiti dei monumenti grazie a sponsor privati“.

E al di là della politica, questa è un’operazione in cui girano molti soldi e c’è una grande concorrenza. L’associazione Mario Brancaccio, negli anni ’90 sponsorizzò il restauro del gruppo scultoreo della Partenope sulla facciata del San Carlo o la Guglia del Gesù per esempio. E c’è un’altra società di pubblicità che ha avviato al Comune le pratiche per il restauro della fontana in piazza Sannazzaro, per un importo di circa 14 mila euro, domanda che è stata bloccata per un ricorso legale proprio della Uno Outdoor.

Domanda che porta la firma anche della restauratrice Valeria Napolitano, della Vn Restauro, che per anni ha lavorato proprio con Annigliato, fino al restauro della fontana del Carciofo. Poi ha rotto i rapporti: “Ho aspettato mesi per avere quello che mi spettava. La Uno Outdoor incassa i soldi dagli sponsor, allunga i tempi e poi non pagava chi svolgeva il lavoro. È stato estenuante. Sono dovuta andare via. Ho fatto io i progetti per il restauro della Colonna spezzata, per il monumento a Diaz e per la fontana della Spina Corona, e non ho ricevuto un euro“.

Chiunque ha lavorato con noi – replica Annigliato- è stato pagato. Io se non fossi pagato farei un’ingiunzione, non me ne andrei e basta. Davvero viene voglia di lasciarla questa città“.

E i lavori che vanno a rilento? Voce pacata e documentata nel coro è quella del comitato Portosalvo: “Per ogni cantiere ci dovrebbe essere una data di inizio e di fine”. Alcuni come la Fontana del Carciofo, la Colonna spezzata o la fontana del Seguro

sono state riconsegnate alla città. Altri come la statua alla rotonda Diaz o le Torri Aragonesi sono in fase di stallo. Per la rotonda Diaz il 7 marzo sono stati presentati i progetti e si attende il via libera della soprintendenza. In attesa dei permessi anche le Torri Aragonesi. Intanto le pubblicità sono state montate. In due casi però i monumenti sono stati restauratati anche senza pubblicità: è il caso della fontana del Seguro e di quella delle Zizze.

 

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