Napoli, «Monumentando», ritardi e ribassi solo 6 su 27 le opere completate

 Cantieri dai tempi biblici, tra l’attesa dei pareri della Soprintendenza e continue proroghe tecniche. Spese di restauro ridotte all’osso grazie ai super-ribassi sugli importi di gara in sede di affidamento alle ditte specializzate. Così, lavori su opere storiche che dovrebbero costare 70mila euro, sono eseguiti a 10mila, come nel caso delle due fontane settecentesche del Seguro a piazza Mercato.

È il quadro denso di irregolarità che emerge dall’istruttoria con cui l’Anticorruzione capitanata da Raffaele Cantone ha bocciato il contratto del Comune conosciuto come Monumentando. Un duro atto di accusa sul quale Palazzo San Giacomo dovrà rispondere alle otto contestazioni mosse dall’Anac. A ben vedere, l’unico che non può lamentarsi, in tutta questa situazione, e non certo per colpa sua, ma perché il Comune ha bruciato i tempi degli affidamenti, è la società Uno Outdoor che si è aggiudicata il mega-bando da 3,5 milioni per rimettere a nuovo i 27 monumenti cittadini inseriti nel progetto Monumentando, ideato dalla giunta de Magistris a giugno 2012 e appaltato a novembre 2013, e ha potuto cominciare fin da subito, ancora prima di ricevere l’ok dei Beni Culturali e di presentare i progetti esecutivi, a rivestire gli antichi monumenti con le pubblicità. Il progetto, infatti, prevede che gli interventi manutentivi siano a costo zero per le casse civiche, mentre la società si ristora con gli incassi pubblicitari dall’esposizione dei cartelloni sui ponteggi.

Ma non finisce qui, perché le regole del Monumentando prevedono pure l’esenzione totale della tassa di occupazione di suolo pubblico (12,07 euro al metro quadrato al giorno risparmiati) sulle impalcature, e lo sgravio del 50% sull’imposta di affissione. Attualmente sono 6 su 27 le opere già restaurate: la Colonna Spezzata, l’obelisco di Portosalvo, le fontane del Carciofo, Spina Corona, della Maruzza e del Seguro a piazza Mercato. Due opere il monumento ai caduti di Pianura e il ponte levatoio del Maschio Angioino sono state manutenute con altre ditte e altri fondi. Nel primo caso, il busto del milite ignoto era stato rubato a luglio 2015. Nel secondo, il Comune si è affidato alla ditta trevigiana Edil Legno che ha completato l’intervento in 5 giorni.

Quattro interventi, invece, sono in corso d’opera: le Torri aragonesi del Castello del Carmine, la colonna Diaz, la statua di san Gaetano ai Decumani e il Ponte di Chiaia, messo in sicurezza dal Comune con reti e ponteggi, dopo il distacco di calcinacci, in un mese (dal 17 luglio al 13 agosto 2015), e, quindi, affidato a Monumentando. Le pubblicità sulle impalcature sono comparse subito, ma solo il 2 marzo scorso, dopo una serie di proroghe tecniche, è stato consegnato il progetto esecutivo del restauro alla Soprintendenza. I lavori sono iniziati finalmente, a giugno. Impiegati due operai. «In tutti i casi spiega l’avvocato Gaetano Brancaccio, dell’associazione Brancaccio – i ribassi sui lavori sono consistenti. Questo è dovuto probabilmente anche alla modalità del bando, visto che gli interventi vengono affidati di volta in volta, dalla Uno Outdoor, e non dal Comune, alle ditte specializzate nei restauri».  (Cit. Il Mattino)