Napoli, monumenti coperti dalla pubblicità: Comune sotto accusa

 L’associazione Brancaccio: “Ritardi a favore dei privati”. L’assessore: “Tutto in regola e la soprintendenza vigila”

di ANTONIO FERRARA

“I monumenti di Napoli sono ingabbiati per fare gli interessi commerciali di qualcuno”. L’avvocato Gaetano Brancaccio dell’associazione “Mario Brancaccio”, che sponsorizzò negli anni ’90 restauri come quelli del gruppo scultoreo della Partenope sulla facciata del San Carlo o della guglia di piazza del Gesù, mette sotto accusa il progetto “Monumentando” da 3,5 milioni di euro varato dalla giunta de Magistris a fine 2013 per il restauro di 27 monumenti(5 conclusi e 4 in corso), divisi in undici lotti. Gara aggiudicata all’agenzia di pubblicità creativa Uno Outdoor srl di Napoli.

“Il monumento a Diaz – accusa Brancaccio – è coperto da un enorme torre visibile da ogni luogo della città, illuminata la notte per far vedere la mega pubblicità grazie alla quale l’impresa guadagna in totale esenzione sulla tassa di affissione. Lo stesso vale per l’incredibile totale copertura pubblicitaria delle mura e delle Torri aragonesi su via Marina. Con Monumentando sono stati intrapresi percorsi a dir poco tortuosi, negando a cittadini e turisti la fruizione dei beni non si sa per quanto tempo. Perché – aggiunge il presidente Brancaccio – più i monumenti restano impacchettati e più la società che ha vinto l’appalto ci guadagna: perché dare l’area all’agenzia prima dell’inizio del restauro?”. Gli esempi indicati dall’associazione Brancaccio vanno dall’obelisco di Portosalvo (120 giorni previsti tra progettazione e lavori) “con l’allestimento presente da 7 mesi” alla Colonna Spezzata (120 giorni previsti tra progettazione e lavori) “con il ponteggio installato 8 mesi, mentre il Ponte di Chiaia è ingabbiato da 10 mesi e le Torri aragonesi sono diventate Edenlandia”.

Per il consigliere comunale di Ricostruzione democratica Gennaro Esposito “c’è un chiaro danno erariale, dovevano esserci penali per l’agenzia pubblicitaria per i ritardi”, mentre il coordinatore dell’associazione pubblicitari Asp Raffaele Serpico chiede di “interrompere il rapporto contrattuale con la Uno Outdoor”.

Replica l’assessore Carmine Piscopo: “Il bando era aperto a tutti, c’è l’alta sorveglianza della soprintendenza, in più viene assicurata la manutenzione per 12 anni, i tempi sono fissati dal bando. Quelli della pubblicità prescindono dal tempo dei lavori, c’è un cronoprogramma chiaro. La durata della pubblicità è funzionale al costo dell’intervento, che comprende non solo i lavori ma anche tutta la progettazione. Se i tempi dei lavori sono più lunghi

di quelli stabiliti, il cantiere poi sarà recintato con teloni bianchi. Ma se i costi aumentano per imprevisti, vengo distribuiti sulla durata della pubblicità. Noi vogliamo con le sponsorizzazioni salvare i monumenti. I progetti e i lavori sono seguiti da Comune e soprintendenza, sono lavori di qualità. Le associazioni che protestano ci mandassero una nota: siamo pronti a valutare tutti gli elementi nuovi che vorranno sottoporci, siamo aperti alla collaborazione”.

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/05/06/news/napoli_monumenti_coperti_dalla_pubblicita_comune_sotto_accusa-139173332/