Sponsor su monumenti Il no dei restauratori

«Chiediamo un’inversione di rotta, un azzeramento del sistema “Monumentando”». E’ l’appello lanciato questa mattina dall’Associazione restauratori napoletani, sulle pagine de “La Repubblica” Napoli, riaprendo la polemica su un bando comunale del 2013 per il restauro, mai completato, di 27 monumenti: si va dall’Arco di trionfo e Il ponte levatoio del Maschio Angioino alla “Fontana del Gigante” sul lungomare di via Partenope, fino a siti archeologici come le mura greche di piazza Bellini e di piazza Calenda.

A vincere la gara un’agenzia pubblicitaria, la Uno Outdoor, che avrebbe dovuto completare gli interventi lo scorso autunno. Il bilancio invece parla di quattro monumenti consegnati, e altrettanti usati come vetrine a cielo aperto, tutte in pieno centro storico (Rotonda Diaz, Ponte di Chiaia, Torri del Carmine, Chiesa di Porto Salvo).

«Riteniamo viziato questo sistema di affidamento, basato su sponsor incompetenti e su inaccettabili logiche di lucro», precisa il presidente dell’Aren Emanuele Vitulli. L’ accusa però si allarga ad alcune anomalie già contenute nel bando. «Se ci sono ritardi nelle fasi di progettazione e lavori il Comune non ha previsto multe o sanzioni – aggiunge Vitulli – inoltre l’azienda può scegliere liberamente il direttore dei lavori e il collaudatore delle opere: solitamente queste figure sono nominate dall’amministrazione, dovendo svolgere una funzione di garanzia».

«I risultati di questo sistema – conclude Vitulli – sono sotto gli occhi di tutti: proroghe su proroghe, e impianti pubblicitari faraonici in cui il monumento scompare del tutto. Serve un coinvolgimento delle professionalità adeguate per materia e per qualifica come avviene in ogni sistema civile di affidamento dei lavori pubblici compreso quello italiano, dove lo sponsor interviene come supporto, non come un dittatore assoluto».

Il caso “Monumentando” è stato sollevato dall’Associazione culturale “Mario Brancaccio” il 6 maggio scorso, in una conferenza stampa che sottolineava tutti i ritardi dell’operazione. L’assessore comunale all’urbanistica Carmine Piscopo ha risposto sottolineando come l’andamento dei lavori sia controllato attraverso la soprintendenza e i suoi architetti di zona. Si difende anche l’amministratore di Uno Outdoor, Giuliano Annigliato, che collega l’allarme lanciato dall’associazione al suo appoggio al candidato sindaco PD Valente.

Il Presidente dell’associazione, Gaetano Brancaccio, ha risposto ai microfoni del TG InChiostro, sottolineando l’impegno ventennale della sua associazione nel campo dei restauri: «Noi non siamo nati tre mesi fa: siamo stati i pionieri dei restauri a Napoli finanziati dai privati. Tra il ’92 e il ’93 abbiamo partecipato ai lavori sul gruppo scultoreo della Partenope sulla facciata del Teatro San Carlo o della guglia di piazza del Gesù».

Davide Uccella

[18.5.2016 – 15:44]

http://www.unisob.na.it/inchiostro/?idrt=7603